Resoconto degli interventi dell’Antologica del 1983 – Attilio Sigona

Resoconto degli interventi dell’Antologica del 1983 – Attilio Sigona

L’Amministrazione Comunale di Pozzallo ha inteso onorare uno dei suoi figli più famosi allestendo nel palazzo di città una retrospettiva antologica del pittore Rodolfo Cristina prematuramente scomparso a 55 anni di età nell’aprile del 1979.

Allievo di Carrà Rodolfo Cristina ha dedicato la sua esistenza all’arte del dipingere. Ancora oggi stupiscono le sue tele dipinte all’età di 11 anni, mentre si va alla scoperta delle sue grafiche sinora trascurate nello studio di questo artista  siciliano che è rimasto sempre legato ai colori, alle luci, alle figure della sua terra natale,anche quando negli anni 60 ha operato per lungo tempo a Roma. In occasione dell’inaugurazione della retrospettiva antologica avvenuta a Pozzallo il 3 dicembre 1983 è stato ampiamente sviluppato il tema dell’impegno sociale e spirituale dell’arte di Rodolfo Cristina. Mons. Alberti, arcivescovo di Spoleto, ha ampiamente illustrato il significato religioso dell’arte di Cristina. Una religiosità non epidermica od occasionale, come quella riscontrabile nei soggetti sacri (scene bibliche, evangeliche, santi) ma al di là del contingente una sacralità essenziale che nobilita ed esalta la sua arte pittorica, strumento di pace e di solidarietà tra gli uomini.

Cristina per Mons. Alberti è stato un esempio della dignità umana, testimone di spewranze e di ricchezza di vita interiore. Le opere di Cristina non sono solo frutto della sua genialità ma rivelazione di vita. Dalla contemplazione attenta e spesso sofferta della natura, il pittore pozzallese raggiunge l’essenza stessa della libertà, sensibilizza la sua anima fino a raggiungere la bellezza delle cose che è la perfezione della stessa esistenza. Il mondo pittorico di Cristina popolato di creature di colori e di contenuti esprime una forza universale, una bellezza scoperta dalla sua intelligenza. Questo è il creare di Cristina.

 

Il critico d’arte statunitense Henry Lee Bimm ha sviluppato il tema della derivazione di Cristina dall’arte dei toscani dell’ottocento, i macchiaioli, in special modo, che interrompono la tradizione neoclassica e determinano nella pittura il ritorno dell’uomo verso la natura. Per Lee Bimm l’aspetto più rilevante nella pittura di Cristina è l’inserimento dell’uomo nella natura. I suoi paesaggi sono pieni di cascinali, case, capanne che paiono avere una precisa collocazione simbolica. Queste strutture architettoniche sono come fossero uomini che vogliono combattere contro la natura. Le case dai colori forti aggressivi in contrasto con i cieli sereni e pagati rappresentano la lotta dell’uomo contro la natura. Altre volte invece Cristina esprime la gioia della vita dell’esistenza ed allora l’uomo-casa è inserito in un contesto gioioso in cui tutto è tenue dolce pacato, dagli alberi ai cieli alle nubi. La maggiore influenza di Mafai – Rosai – De Pisis – Carrà e De Chirico è evidente nell’uomo inserito nella natura silenzioso, ma violento. Noi siamo uomini per dare qualcosa al mondo: questo secondo Lee Bimm il messaggio di Cristina rilevabile dalla sua tecnica pittorica.

Fiori con frutta - 1965Altra importanza testimonianza all’arte di Cristina è venuta dal poeta Dario Bellezza, autore di una nota critica al testo di Cristina “Il Particolare e L’Assoluto Rodolfo Cristina pittore“ attualmente alle stampe per le Edizioni della Pellicano Libri. Dario Bellezza ha interpretato in chiave psicanalitica l’arte di Cristina. Soggiogato dalla forte personalità del padre, che ritrae giovanissimo assai spesso come un’ombra alle sue spalle, risente della morte della figura paterna che ricerca nel partito comunista da cui esce deluso perché non corrisponde alla sua figura paterna. Ed allora Cristina avverte l’esigenza della madre che fisicamente non ha e che ritrova nella natura. L’inquietudine di Cristina le testimonianze sulle sue contraddizioni- secondo Bellezza- sono interpretare in questa lettura psicanalitica in una spasmodica ricerca di un aggancio affettivo che alla fine ritrova nella sua pittura che gli permette di evadere dalla quotidianità adulta della realtà brutale per restare sospeso nella fluttuante idealizzazione di una giovinezza perenne. Prospettato in questa chiave interpretativa appare perfettamente giustificata la scelta dell’amministrazione comunale di Pozzallo che ha inteso offrire una occasione di conoscenza e di:

  1. nuovi rapporti umani appartenendo l’artista al nostro comune ceppo culturale. Come ha scritto il Sindaco di Pozzallo Avv. Enzo Galazzo nella presentazione del catalogo dell’antologica, ”nei quadri di Cristina si respira aria di casa nostra pur non parlando l’artista in vernacolo pozzallese o in dialetto siciliano ma  nella lingua colta della nostra tradizione pittorica”. La cultura di Cristina aveva già scritto Gualtiero Da Vià non è improvvisata; rimonta il tempo in rapporto alla scelta da lui operata.
  2. La retrospettiva antologica di Cristina raccoglie oltre 120 quadri provenienti da ogni parte della Sicilia sta così offrendo un positivo momento di socialità di aggregazione culturale.
  3. Visitata già da centinaia di studenti di Siracusa – Noto – Pachino – Rosolini – Ispica – Modica e Ragusa rivela al visitatore una personalità ancora tutta da studiare e da scoprire.
  4. L’invito rivolto da Mons. Alberti a trasferire l’antologica a Spoleto in occasione del prossimo Festival dei Mondi e da ospitare nella Basilica di S. Eufemia, mai sinora concessa ad alcun espositore appare una occasione più propizia per favorire una conoscenza internazionale dell’artista siciliano.
  5. E’ questo un riconoscimento che si aggiunge ai tanti altri che, in vita e dopo la morte ha avuto l’arte di Cristina.
  6. Lo scorso ottobre la Rusconi Editore ha pubblicato il testo “Le donne nel Vangelo” di Franco Quèrè inserendo in copertina una maternità “ Dolore di Madre” citato tra i dieci maggiori pittori italiani in “ La natura morta italiana contemporanea” dall’Edizione Il Fiorino di Firenze nel 1977. Già nel 1960 l’Editore Ribellato nel testo” analisi e ricerca tra le forme strutturali dell’arte contemporanea” inserisce Cristina tra i maggiori della pittura italiana, così come nel 70 l’Editrice L’Ancora gli dedica una monografia delle edizioni d’arte.
  7. Alle rassegne d’arte nazionali Cristina è presente sin dal 47, a 23 anni,alle più importanti che si svolgono in Italia, basti ricordare il primo premio nazionale Michetti nel 47, la quarta esposizione d’arte a Ravenna nel 48, la mostra delle arti figurative di Roma nel 53,la terza e quarta rassegna d’arte nel Lazio del 66 e 67, la mostra di via Margutta nel 64, ospite delle più famose galleria quali La Barcaccia e L’Ancora di Roma- l’Isolotto di Napoli- Alexandra di Padova è presente anche nella Galleria d’Arte Moderna di Roma.
  8. La retrospettiva antologica di Cristina oggi ospitata nel palazzo di città “Giorgio La Pira” di Pozzallo resterà aperta fino al 7 gennaio 1984 per poi essere trasferita a Ragusa nei locali della Camera di Commercio e successivamente A Spoleto per il festival dei due Mondi.      

    

           Pozzallo 10.12.1983                   

 

Attlio Sigona

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