Testimonianze

  • Testimonianza di Lucio Barbera – 1977

    L’impegno di Rodolfo Cristina, ha certamente il valore di un ‘recupero’ e il significato di una testimonianza, quasi a porre un punto fermo in un’atmosfera troppo spesso inquinata da confusioni e da fughe in avanti. Si tratta di un recupero ‘felice’ della tradizione artistica italiana, di quella tradizione cioè che troppo spesso viene dimenticata in […]

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  • Testimonianza di Gualtiero Da Vià – 1970

    Non è frequente imbattersi oggi in una pittura che, come quella di Rodolfo Cristina, riafferri intatta la realtà con aderenza di sentimento e quindi evitando la passiva, impersonale riproduzione fotografica, grave sintomo di rifiuto o di aridità creativa. Dall’oggetto rappresentato si risale ad una coscienza d’artista forte, franca, decisa, virile, tesa a cogliere pittoricamente strutture […]

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  • La religiosità nell’arte di Cristina – Monsignor Ottorino Alberti – 1970

    Che l’arte sia il ritratto fedele dello spirito di un’epoca non è una proposizione da dimostrare, ma è di immediata formulazione, per il fatto che essa, per natura sua, è l’espressione più viva del pensiero e del sentimento umano, e, perché tale, esprime la verità e, perfino, le finzioni. Per rendersene conto basterebbe riferirsi allo […]

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  • Testimonianza di Renato Civello – 1970

    C’è chi subordina alla necessità espressiva il problema dei volumi e del colore, pervenendo come Munch alle più drammatiche allegorie esistenziali, e c’è chi invece, accentuando il fauvismo matissiano, dissolve in un puro fasto decorativo le cadenze dei piani e dei toni-luce. Altri artisti, come Rodolfo Cristina (il quale si è maturato nell’alveo di una […]

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  • Testimonianza di Renato Civello – Marzo 1969

    Nell’aria di una figuratività impegnata, ben al di là di ogni limite pretestuale,in un accordo forma-colore che recupera il dato umano sotto le spoglie mutevoli dell’apparire, opera da tempo il pittore Rodolfo Cristina: un nome tra i più validi di quella esigua schiera che sa rinsanguare la obliosa stagione dell’arte italiana senza disavvertire la problematica […]

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  • natura morta

    La natura morta italiana – Armando Brissoni – 1968

    Paesaggi e nature morte sono la tematica preferita di Cristina. Sembra che questa predilezione gliela abbia lasciata il suo maestro Carrà, dal quale ha ricevuta tutta l’educazione artistica e compositiva. La pittura di Cristina è rivolta a un amore per il colore e a una tematica naturalistica, dove la narrazione diventa schietta e la comunicazione […]

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  • Testimonianza di Mario Mauri – 1967

    Con questa mostra, il Cristina, tiene ben chiaramente ( e noi diciamo anche giustamente) a far conoscere quelle  che sono le espressioni più significative e più complete d’un suo rapido processo evolutivo, pervenuto indubbiamente ad una maturità tecnica e ad una squisitezza di sensibilità coloristica veramente ammirevoli, perché ricche di quegli elementi positivi, concettuali ed […]

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  • Testimonianza di Guglielmo Petroni – 1967

    Il più coerente linguaggio figurativo, erede diretto di quelle esperienze che portarono l’arte italiana ad inserirsi nella cultura contemporanea europea e che, in qualche modo, si ravvisano quando si dice « 900 », pittura metafìsica, Scuola romana, tonalismo ecc., rappresenta l’eredità più sollecitante che un artista italiano possa raccogliere, ma anche la più pesante, perché […]

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  • Natura morta con bucrano

    Testimonianza di Vittorio Scorza – Dicembre 1965

    L’attività professionale di Rodolfo Cristina,iniziatasi successivamente agli studi compiuti nella Scuola d’Arte di Siracusa e nell’Istituto di Porta Romana in Firenze e dopo il conseguito perfezionamento presso l’Accademia di Brera sotto la guida di Carlo Carrà, si è svolta lungo un arco  di cinque anni durante il quale il pittore, ormai forte di cognizioni e […]

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  • Testimonianza di Renato Civello – 1961

    Queste parole non vogliono essere una presentazione nel senso corrente del termine: Rodolfo Cristina, invitato simpaticamente ad inserirsi nell’atmosfera domestica, ma certo non meno nobile di quelle ufficiali ed emblematiche, della collezione di un fine intenditore d’arte quale è il dott.Alberto Zannoni, rivela, senza clamore e senza paludamenti, con l’autorità spontanea e suasiva di una […]

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